Legge 104

PERMESSI LEGGE 104/1992: GUIDA PRATICA E ULTIME NOVITÀ INPS

I permessi della Legge 104/1992 consentono di usufruire di 3 giorni di assenza retribuita al mese per assistere un familiare con disabilità grave, con estensione a unioni civili e convivenze. Con il superamento del referente unico è ammessa l’assistenza condivisa, ma l’INPS (Circolare 100/2026) sanziona e recupera i fruizioni indebite o sovrapposte oltre il limite mensile. I permessi non riducono ferie e tredicesima, mentre l’abuso si configura solo se manca del tutto il nesso tra l’assenza e l’interesse del disabile.

falsa malattia

INVESTIGAZIONI AZIENDALI E FALSA MALATTIA

Il datore di lavoro non può effettuare verifiche sanitarie dirette sullo stato di salute del dipendente, ma può ricorrere a controlli difensivi e investigazioni aziendali in presenza di un fondato e oggettivo sospetto di illecito. Tali verifiche consentono di documentare condotte esterne incompatibili con la malattia, lo svolgimento di un secondo lavoro o comportamenti che ritardano la guarigione. Per garantire la validità legale della prova ed evitare errori formali o violazioni della privacy, è fondamentale affidarsi a professionisti autorizzati e seguire un rigoroso iter disciplinare.

ammalarsi in ferie

COSA FARE SE IL DIPENDENTE SI AMMALA DURANTE LE FERIE

La malattia insorta durante le ferie ne sospende il godimento se compromette il recupero psicofisico del lavoratore, sia in Italia sia all’estero. Il dipendente deve farsi rilasciare un certificato medico completo e inviarne i dati entro il secondo giorno all’INPS e al datore di lavoro, indicando l’indirizzo di reperibilità. Per le malattie all’estero, se nei Paesi UE o convenzionati non serve la traduzione legalizzata, nei Paesi extra UE non convenzionati è invece obbligatoria la legalizzazione tramite la rappresentanza diplomatica italiana.

Trasparenza Retributiva

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: COME GLI STRUMENTI HR RENDONO L’AZIENDA PRONTA ALLA TRASPARENZA RETRIBUTIVA

Il D.Lgs. 96/2026 impone alle aziende una reale trasparenza retributiva, trasformandola da obbligo di legge a opportunità organizzativa. La conformità non si improvvisa, ma nasce integrando strumenti HR già esistenti: Job Description, Job Specification, Job Evaluation e Grading. Questo sistema a catena permette di definire fasce salariali oggettive, neutre rispetto al genere e facilmente difendibili in caso di controlli o richieste dei lavoratori. Anticipare la norma mappando i ruoli è l’unica strategia per azzerare i rischi legali e governare il cambiamento con serenità.

trasparenza retributiva

TRASPARENZA RETRIBUTIVA: GUIDA PRATICA E MAPPA DEGLI OBBLIGHI PER LE AZIENDE

Il D.Lgs. n. 96/2026 recepisce la Direttiva UE sulla trasparenza retributiva, vietando il segreto salariale e l’analisi degli stipendi passati nei colloqui, senza però obbligare a diffondere le buste paga individuali. Gli adempimenti sono proporzionali alle dimensioni aziendali, introducendo l’obbligo di reporting periodico sui divari di genere solo per le imprese dai 100 dipendenti in su. In caso di contestazioni, scatta l’inversione dell’onere della prova: le aziende dovranno dimostrare che ogni differenza salariale si basi su criteri oggettivi, neutri e documentati (come esperienza e KPI).