Molti lavoratori scoprono soltanto nel modello 730 o nel conguaglio di fine anno di aver perso il diritto alle detrazioni per figli a carico. Dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, infatti, le regole fiscali sono cambiate profondamente.
Vediamo quindi cosa cambia nel 2026, chi ha ancora diritto alle agevolazioni e quali controlli conviene fare subito per evitare recuperi fiscali inattesi.
Quando spettano le detrazioni per figli
Oggi le detrazioni IRPEF per figli a carico non spettano più per i figli fino a 21 anni, poiché sostituite dall’Assegno Unico Universale introdotto dal D.Lgs. n. 230/2021.
Le detrazioni continuano invece a spettare:
- per figli di età pari o superiore a 21 anni;
- fino al compimento dei 30 anni;
- senza limiti di età in presenza di disabilità accertata ai sensi della Legge n. 104/1992.
Le regole sono contenute nell’art. 12 del TUIR, modificato dalla Legge di Bilancio 2025.
Detrazione figli disabili: cosa cambia concretamente
Per i figli con disabilità fiscalmente a carico continuano ad applicarsi regole più favorevoli.
In particolare:
- non si applica il limite dei 30 anni;
- la detrazione continua a spettare anche oltre tale età;
- resta necessario il rispetto dei limiti reddituali previsti per i familiari a carico.
La condizione di disabilità deve risultare da verbale rilasciato ai sensi della Legge n. 104/1992.
Oltre alla detrazione ordinaria per figlio a carico, possono inoltre spettare:
- detrazione del 19% per spese mediche e assistenza specifica;
- IVA agevolata al 4% per sussidi tecnici e informatici;
- agevolazioni per acquisto di autoveicoli;
- benefici fiscali per caregiver e assistenza.
Limite reddito figli a carico: il controllo più importante
Molti genitori dimenticano che il requisito fondamentale resta il reddito annuo del figlio.
Per essere fiscalmente a carico il figlio non deve superare:
- 4.000 euro annui fino a 24 anni;
- 2.840,51 euro annui oltre i 24 anni.
Occorre prestare particolare attenzione soprattutto a:
- contratti stagionali;
- collaborazioni occasionali;
- tirocini retribuiti;
- lavoro part-time universitario;
- redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche.
Anche un superamento minimo del limite comporta la perdita della detrazione per l’intero anno fiscale.
Quanto vale realmente la detrazione
La detrazione teorica massima prevista dall’art. 12 del TUIR è pari a 950 euro annui per ciascun figlio fiscalmente a carico.
L’importo effettivo diminuisce progressivamente in base al reddito complessivo del genitore.
Esempio indicativo:
| Reddito del genitore | Detrazione annua stimata |
|---|---|
| 20.000 euro | circa 850 euro |
| 28.000 euro | circa 700 euro |
| 40.000 euro | circa 400 euro |
Per i figli con disabilità può inoltre spettare una maggiorazione della detrazione fiscale.
Inoltre la detrazione può essere ripartita al 50% tra i genitori oppure attribuita interamente al genitore con reddito più elevato, se fiscalmente più conveniente.
Gli errori più frequenti
Uno degli errori più comuni riguarda i figli universitari o giovani lavoratori che percepiscono piccoli redditi durante l’anno.
In molti casi:
- il limite reddituale viene superato inconsapevolmente;
- il modulo detrazioni non viene aggiornato;
- il datore di lavoro continua ad applicare agevolazioni non spettanti.
Il risultato può essere:
- recupero IRPEF nel conguaglio di fine anno;
- debiti nel modello 730;
- busta paga più elevata per effetto di detrazioni non spettanti.
Per questo è fondamentale comunicare tempestivamente:
- variazioni reddituali;
- perdita dello status di familiare a carico;
- presenza di disabilità fiscalmente rilevante.
Le spese detraibili restano anche senza detrazione figli
Anche in assenza della detrazione IRPEF prevista dall’art. 12 TUIR, il figlio over 30 può in alcuni casi essere considerato fiscalmente a carico ai fini di specifiche spese detraibili.
Ad esempio possono restare detraibili:
- spese mediche;
- spese universitarie;
- assicurazioni;
- alcune misure di welfare aziendale.
Checklist: cosa conviene controllare subito
✔ Età dei figli
✔ Redditi percepiti nell’anno dei figli
✔ Modulo detrazioni consegnato all’azienda
✔ Presenza di verbale Legge 104
✔ Ripartizione delle detrazioni tra i genitori
✔ Eventuali lavori stagionali o occasionali
Conclusioni
Oggi il tema dei figli fiscalmente a carico non riguarda soltanto il modello 730, ma anche la corretta gestione della busta paga e della pianificazione fiscale familiare.
Una verifica preventiva della situazione familiare e reddituale consente di evitare recuperi IRPEF, errori nel cedolino paga e debiti inattesi nel modello 730.
Per questo è fondamentale aggiornare tempestivamente il datore di lavoro o il consulente fiscale in presenza di variazioni reddituali dei figli.





