Il panorama delle assunzioni agevolate in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Accanto alle misure strutturali già consolidate, il quadro normativo è stato recentemente potenziato dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024) e, da ultimo, dalle disposizioni del Decreto 1° maggio (D.L. 62/2026). L’obiettivo del legislatore è duplice: da un lato abbattere drasticamente il costo del lavoro per le imprese che investono nel lungo periodo, dall’altro garantire che tale crescita sia sostenibile e rispettosa dei diritti dei lavoratori.
Le Novità Rilevanti del 2026
Rispetto al passato, l’accesso ai nuovi incentivi non è più automatico ma è vincolato a due pilastri fondamentali introdotti per contrastare il lavoro povero e le assunzioni di facciata:
- Principio del “Salario Giusto”: Il datore di lavoro deve garantire un trattamento economico non inferiore ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.
- Incremento Occupazionale Netto: Molti bonus richiedono ora la prova che l’assunzione porti a un effettivo aumento del numero di dipendenti rispetto alla media dell’anno precedente, evitando la semplice sostituzione di personale già in organico.
1. Bonus Giovani Under 35
- Soggetti: Datori di lavoro privati (esclusa la Pubblica Amministrazione).
- Destinatari: Giovani con meno di 35 anni che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato.
- Agevolazione: Esonero contributivo totale (100%) per 24 mesi.
- Limiti mensili: Il massimale ordinario è di 500 euro, ma sale a 650 euro per chi assume nelle regioni della Zona Economica Speciale (ZES) del Mezzogiorno.
- Novità 2026: Il Decreto 1° maggio ha introdotto una specifica estensione per la stabilizzazione dei contratti a termine già in essere con i giovani.
2. Bonus Donne Svantaggiate
- Soggetti: Tutti i datori di lavoro privati.
- Destinatari: Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (il termine scende a 6 mesi per le residenti in aree ZES o per settori con forte disparità di genere).
- Agevolazione: Esonero contributivo del 100% per 24 mesi.
- Massimale: 650 euro mensili. È richiesta la preventiva autorizzazione INPS.
3. Settori Strategici e Transizione (Digital & Green)
- Soggetti: Nuove imprese create da giovani under 35 operanti in ambiti tecnologici o legati alla sostenibilità ambientale.
- Agevolazione: Sgravio totale dei contributi per 3 anni.
- Massimale: 800 euro mensili, l’importo più alto tra i bonus attuali.
- Periodo: Valido per le assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2025 (salvo proroghe nella prossima Manovra).
4. Super-deduzione Fiscale (Maxi-deduzione)
- Meccanismo: Non è uno sconto sui contributi, ma una riduzione delle tasse (IRPEF/IRES) attraverso una maggiorazione del costo del lavoro deducibile.
- Aliquote: Il costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato viene “gonfiato” del 120% ai fini del calcolo delle tasse. La deduzione sale al 130% per categorie prioritarie (disabili, donne con figli, giovani).
- Validità: La misura è confermata e operativa per tutto il triennio 2025-2027.
Incentivi Strutturali e Misure di Welfare
- Disabili: Incentivo strutturale che può coprire fino al 70% della retribuzione lorda per 3 o 5 anni.
- Beneficiari NASpI: Contributo per chi assume chi percepisce la disoccupazione, pari al 20% dell’indennità residua.
- Certificazione Parità di Genere: Le aziende che ottengono il bollino della parità godono di uno sgravio dell’1% sui contributi (fino a 50.000€ annui).
- Sostituzione Maternità: Per le piccole imprese (sotto i 20 dipendenti), è previsto uno sgravio del 50% per chi assume sostituti di personale in congedo.
Decontribuzione Sud (Aliquote Decrescenti)
Resta attiva l’agevolazione per chi opera nel Mezzogiorno, ma con una riduzione progressiva dell’intensità:
- 30% di sconto fino al termine del 2025.
- 20% per gli anni 2026 e 2027.
- 10% per il biennio 2028-2029.
Nota professionale: Per la fruizione materiale di questi incentivi, è fondamentale il monitoraggio dei flussi UniEmens e l’invio tempestivo delle istanze di autorizzazione all’INPS, poiché alcune misure sono soggette a tetti di spesa nazionale.





