L’evoluzione della normativa europea in ambito ESG ha segnato una tappa fondamentale con l’entrata in vigore, il 18 marzo 2026, della Direttiva UE 2026/470
. Questo provvedimento, parte del pacchetto “Omnibus I“, interviene direttamente sulle regole della trasparenza aziendale, modificando il perimetro dei soggetti obbligati e ridefinendo la tabella di marcia per i prossimi anni.
Il nuovo perimetro: chi è obbligato e chi no
La nuova Direttiva ha ricalibrato i criteri dimensionali per l’obbligo di rendicontazione, cercando di bilanciare la necessità di trasparenza con la sostenibilità amministrativa per le imprese.
Per gli obblighi di due diligence (CSDDD), l’ambito è ristretto alle società con oltre 5.000 dipendenti e fatturato netto superiore a 1,5 miliardi di euro.
L’obbligo di rendicontazione di sostenibilità è ora limitato alle imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro.
Standard volontari e semplificazioni per le PMI
Per le imprese che non raggiungono le soglie dimensionali citate, la normativa prevede strumenti di supporto per non escluderle dal mercato:
Entro il 18 settembre 2026, è prevista l’adozione di standard ESRS semplificati, che ridurranno significativamente i punti dati richiesti, favorendo l’analisi di doppia materialità.
Entro il 19 luglio 2026, la Commissione adotterà principi volontari di rendicontazione destinati alle imprese sotto i 1.000 dipendenti.
Tali standard serviranno anche come limite alle richieste informative ESG provenienti dalla catena del valore (ovvero dalle grandi aziende verso i loro fornitori più piccoli).
La tabella di marcia: le scadenze chiave
Il quadro normativo si completerà attraverso tappe progressive fondamentali per la pianificazione aziendale:
1° luglio 2028: Termine ultimo per il recepimento delle modifiche relative alla CSDDD.
19 marzo 2027: Termine per il recepimento delle modifiche alla direttiva contabile e alla CSRD.
1° luglio 2027: Adozione degli standard europei per l’attestazione della rendicontazione con livello di sicurezza limitato.
Sostenibilità come leva strategica
Al di là degli obblighi normativi, la sostenibilità si conferma un motore di efficienza. Esempi concreti, come il recente annuncio ENEL: NUOVO PIANO DI WELFARE SANITARIO PER DIPENDENTI E FAMIGLIE, dimostrano come la gestione del capitale umano sia parte integrante di una strategia vincente. Ottimizzare le risorse e adottare regole trasparenti non è solo un dovere di conformità, ma una scelta che migliora il rating bancario e la competitività sul mercato.





